{"id":1999,"date":"2026-10-24T22:34:07","date_gmt":"2026-10-24T20:34:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gism.info\/site\/?p=1999"},"modified":"2026-10-24T22:34:07","modified_gmt":"2026-10-24T20:34:07","slug":"il-tempo-delle-pleiadi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gism.info\/site\/il-tempo-delle-pleiadi\/","title":{"rendered":"Presentazione del volume Il tempo delle Pleiadi"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Irene Affentranger \u00e8 nata a Torino pur essendo di nazionalit\u00e0 svizzera. Gi\u00e0 questa caratteristica (una distinzione a cui tiene con cortese garbo) la pone in una luce particolare e suscita un signorile riflesso per ci\u00f2 che evoca sulla sua personalit\u00e0. \u00c8 un piccolo mistero che l\u2019accompagna, silenzioso e riservato che produce per s\u00e9 stesso un alone di privilegiata raffinatezza.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Come sempre avviene ci\u00f2 che spiega ogni cosa \u00e8 semplicemente l\u2019irresistibile attrazione dei destini, quel che banalmente chiamiamo fato o casualit\u00e0, mentre invece non \u00e8 nient\u2019altro che un disegno superiore. Si determinano cos\u00ec peculiari possibilit\u00e0 di vita che fanno incontrare chi \u00e8 lontano e diverso affinch\u00e9 il compimento di un\u2019esistenza sia in quel luogo e in quel tempo e non in altri. Cos\u00ec credo sia avvenuto per Irene.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La sua storia comincia con il nonno materno Walter Rudolph, tipografo a Gera, una bella citt\u00e0 in una amena vallata della Turingia. I caratteri di piombo cadono nel crogiolo, le parole appena composte si disperdono grigio-azzurre, acquistano una lucentezza metallica che \u00e8 l\u2019ultimo segno di riconoscimento di frasi ormai perdute e confuse, plasmate dal fuoco che le fonde in una congerie inerte come se i pensieri d\u2019origine si fossero fatti infingardi e fiacchi, torpidi e ignavi nel nascondimento di una massa accidiosa. La vampa prepotente per\u00f2 non si acquieta e si gonfiano vapori rossastri, sottilmente velenosi come i cattivi pensieri, che intossicano, irritano mucose, paralizzano gangli nervosi causando un malessere che prende il nome da Saturno, l\u2019ultimo dei pianeti visibili a occhio nudo, forse perch\u00e9, a sua volta incandescente, emana una luce fioca del tutto plumbea.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per fuggire dai rischi professionali, nel 1891 Walter si trasferisce a Torino dove mette a frutto la sua esperienza. La figlia Margherita che ha appena cinque anni cresce cos\u00ec in questa citt\u00e0 sabauda dai grandi e spaziosi portici, ampie piazze e vasti giardini, sulle cui strade regolari risuonano i campanelli dei tram a cavalli e si allineano signorili costruzioni simmetriche, assorbendo l\u2019influsso di due culture, perch\u00e9 in casa non si sono dimenticati i natali e le tradizioni originarie. Completati gli studi si impiega al Credito Italiano.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019ambiente bancario sembra ideale per inquadrare un\u2019esistenza gi\u00e0 maturata in regole di vita che rispecchiano le solide abitudini familiari ed ecco che si verifica l\u2019insospettabile incrociarsi di strade apparentemente lontane. Margherita, ragazza solare e ricolma di slanci, conosce Francesco Affentranger originario di La Chaux-de Fonds, metropoli dell\u2019orologeria svizzera nel cantone di Neuchatel sviluppato attorno al suo lago e alle pendici boscose dello Chaumont in vista della catena delle Alpi. Giunto a Torino nel 1912 da Zurigo per sei mesi di pratica professionale bancaria, vi si accasa e sposa Margherita. Dal matrimonio nascono Franco e Irene.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La vita lavorativa di Irene inizia dopo l\u2019Universit\u00e0, ove completa gli studi alla Facolt\u00e0 di Lettere senza decidersi a sostenere la tesi di laurea gi\u00e0 pronta, come se qualcosa la chiamasse altrove. Si tratta per\u00f2 di anni fondamentali per la sua formazione dai quali trae quell\u2019insieme di intelligenza e sentimento, senso profondo della vita, poeticit\u00e0, sapere e riflessione morale che la caratterizzano assieme alla conoscenza delle lingue sempre praticate in famiglia. Nel \u201854 entra in FIAT (con le sue prime poesie, aggiungiamo) aggregata alla Direzione retta dall\u2019ing. Giuseppe Gabrielli, un siciliano di Caltanissetta, grande progettista di aerei. Nel \u201861 \u00e8 trasferita a Monaco e il periodo \u00e8 caratterizzato da un avventuroso pendolarismo con Torino con viaggi notturni in auto in ogni condizione di tempo e orario. Si lavora attorno al G91, finch\u00e9 dal \u201866 al \u201869 \u00e8 richiamata in sede per tornare di nuovo a Monaco quando \u00e8 il momento di costruire il Tornado. Si stabilisce a Sauerlach, vicina e lontana a un tempo dalla grande citt\u00e0, tra boschi e praterie, ove ancora risiede in una casa che \u00e8 lo specchio della sua vita.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">* * *<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Parallelamente si sviluppa la sua vita sui monti, mai lasciati sin dai suoi primi anni torinesi. Partecipa all\u2019UET (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Unione Escursionisti Torinesi<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">) ove conosce personaggi della levatura intellettuale di Adolfo Balliano e Attilio Viriglio&#8230; praticando un po\u2019 tutte le specialit\u00e0 alpine. Dopo una gara di fondo al Sestriere, \u00e8 proprio Balliano che le dice: \u00abPotrebbe entrare nel GISM\u00bb con l\u2019avallo di un paio di articoli che Irene ha scritto su \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo Scarpone\u201d<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. \u00c8 il 1951 e Balliano la sollecita: \u00ab&#8230; \u00e8 ora che sforni i suoi panini!\u00bb. Inizia una collaborazione che li vede pubblicare a quattro mani e due voci: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Alpinista che vai Dizionario che trovi<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (1956), un\u2019operetta che ottiene un fulmineo successo; <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>La strada \u00e8 questa<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (1956), in cui rivivono le grandi figure di quei sacerdoti che ebbero una parte fondamentale nella storia della conquista e nella conoscenza delle montagne e infine <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Picchi Colli e Ghiacciai<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (1961).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Eccelle anche nelle traduzioni per la SEI di Torino. Nel 1960 \u00e8 la volta dello straordinario <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u00c8 buio sul ghiacciaio<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di Hermann Buhl; nel \u201862 traduce <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Viaggio in Italia e altri racconti clericali o quasi<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di Adalbert Seipolt, cronaca di un gruppo di suore in viaggio dalla Baviera a Roma; nel \u201865 \u00e8 la volta di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Da-Kai<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> del sacerdote Josef Camenzind, missionario in Cina. Numerose le traduzioni di Dietrich Hasse che richiedono profonda conoscenza alpinistica, sensibilit\u00e0 e cultura. Ovviamente sono numerosissimi gli articoli sia sulla stampa associativa, come \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019Escursionista\u201d<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, che sugli <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Annuari<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> del <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">GISM<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Svariate le collaborazioni, quali quelle per <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Cervino<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di Mario Fantin e per <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Il perch\u00e9 dell\u2019Alpinismo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di Armando Biancardi.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La sua attivit\u00e0 alpinistica \u00e8 immensa e si pu\u00f2 darne solo pochi accenni. Nel \u201858 \u00e8 sulla Cresta di Zmutt al Cervino (il racconto che ne fece vinse il premio Pacces indetto dalla stampa aziendale FIAT), la Grivola, la Tresenda, tutte le Grandes e le Petites Murailles, i Quattromila che circondano Zermatt&#8230; Una inestinguibile passione la porta con piccozza e ramponi o con gli sci su innumerevoli vette. Non mancano Monviso, Monte Bianco, Tersiva, Levanne, Punta Fiames&#8230; Nel \u201865 bivacca sull\u2019Elbrus a -30\u00b0 in un buco nella neve, sul colle tra le due punte perch\u00e9 la capanna semidistrutta \u00e8 colma di neve. Tra le ripetizioni pi\u00f9 prestigiose citiamo la via Albertini alla Dent d\u2019H\u00e9rens nel \u201864 (oggi \u201cvia Camillotto Pellissier\u201d che vi trov\u00f2 la morte) e una difficile via sulla Becca d\u2019Aran. Non si pu\u00f2 continuare.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Innumerevoli i viaggi in tutto il mondo di cui ci ha lasciato splendide tracce in articoli e resoconti di limpidissima stesura. La sua partecipazione al <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gism<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> rimane centrale nella sua vita, densa di ricordi e personaggi e le piace ricordare tra i tanti quando nel \u201862 \u2013 di ritorno al Rifugio \u201cDonegani\u201d dalla prima ripetizione a quel torrione giallastro che sta ai piedi del Pizzo d\u2019Uccello sotto una tempesta d\u2019acqua \u2013 Francesco Cavazzani le dice: \u00abSembri un San Giovannino!\u00bb. Un bel ricordo \u00e8 anche la partecipazione al Festival di Trento con un nutrito numero di soci <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">GISM<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> nel \u201862 e la mostra della storia del Gruppo esposta nel 2002, \u201cAnno internazionale delle Montagne\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">* * *<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo volumetto incontriamo per\u00f2 un\u2019inedita Irene Affentranger attraverso le poesie che ha scritto tutte a iniziare dal 1954 e via via diradandole fino al 1970. Il titolo si richiama alle Pleiadi, un ammasso stellare il cui numero di presenze, grazie ai moderni mezzi di osservazione, \u00e8 in continuo aumento. Tra esse la stella Alcione sarebbe il grande Sole attorno al quale l\u2019Universo intero ruoterebbe secondo orbite gigantesche misurabili in millenni, ma \u00e8 un\u2019ipotesi non provata. I navigatori mediterranei pi\u00f9 antichi, invece, solevano attendere la levata primaverile delle Pleiadi per riprendere i loro viaggi in mare. Ed \u00e8 questa una magia di incontestabile suggestione che apre alla lettura della raccolta poetica.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sin dai primi versi si \u00e8 invitati a riflettere perch\u00e9 l\u2019incontro \u00e8 con una persona che, credo, pochi conoscono sotto questo aspetto. I pochi versi della poesia-epigramma \u00ab<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Cielo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00bb di Gian Antonio Cibotto<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non passa giorno<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">che io non guardi il cielo.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Forse la mia vera casa<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">sta in quelle parti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">ci danno l\u2019Irene che oggi molti di noi conoscono, ma, per capirci, in questi componimenti lo sguardo dell\u2019autrice \u00e8 rivolto non in alto, ma in s\u00e9, come se il suo anelito d\u2019infinito si ripiegasse al suo interno in una intimit\u00e0 che essa definisce \u00abesasperata per l\u2019et\u00e0\u00bb, senza che questo significhi in alcun modo un velato distacco da quel periodo e da quei sentimenti solo perch\u00e9 \u00aboggi ti ritrovi pi\u00f9 saggia e con meno aggettivi\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00ab<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La vita dell\u2019uomo \u00e8 un susseguirsi di stagioni<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00bb scrive Luisa Rinser (nata in Baviera nel 1911) ed \u00e8 vero che c\u2019\u00e8 continuit\u00e0, non divisioni drastiche e immotivate tra l\u2019una e l\u2019altra. Ognuna \u00e8 bella e significativa e non solo la giovinezza che pure ha la propria freschezza acerba e le proprie crisi. Ogni stagione deve essere vissuta, deve lasciarci i segni del suo tempo. Se si vuole raggiungere la maturit\u00e0 della propria esistenza non bisogna ancorarsi a nessuna di esse e saper vivere ogni et\u00e0 con le sue leggi, il suo stile, il suo valore e, se si vuole, \u00abcon i suoi piaceri, il suo spirito, i suoi costumi\u00bb come ammoniva lo scrittore francese Nicolas Boileau (1636-1711). \u00c8 dunque necessario vivere in pienezza ogni stagione di vita, con fedelt\u00e0 al presente per superare l\u2019inerzia e il vuoto interiore. \u00c8 questo il primo messaggio di quest\u2019opera poetica: l\u2019accettazione della malinconia, della tristezza, dell\u2019abbandono, dell\u2019amarezza, se si vuole che si ripresentino in noi le altre stagioni quali il rigoglio agreste della primavera, lo splendore accecante dell\u2019estate, la secchezza variopinta dell\u2019autunno.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Con questo atteggiamento bisogna calarsi in questi versi, lasciarsi prendere cogliendone le disperate nostalgie, i panorami del cuore in continuit\u00e0 con quelli naturali, le cose da cui si trae ispirazione (i pioppi, le onde, i coralli, le rocce&#8230;) ove i contrasti sono di un\u2019intensit\u00e0 senza riposo, le parole rinnegano ogni luogo comune, gli aggettivi invitano alla contemplazione del dolore, ma anche a una catarsi infine silenziosa cos\u00ec come nella tragedia greca si mostrano senza alcuna decantazione le creature umane nel loro travagliato esistere. Il mondo esteriore \u00e8 perfetto in queste poesie, a noi riportato da fotografie nitide e cristalline, ma il cuore dell\u2019autrice appare penetrato profondamente fino a raggiungere le pi\u00f9 segrete regioni dell\u2019anima dove nascono i temi pi\u00f9 profondi del poetare, umani eppure legati al mito perch\u00e9 hanno il senso assoluto del dramma e della tragedia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Anche la morte \u00e8 presente e come in Foscolo \u00e8 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>corrispondenza di amorosi sensi<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e cio\u00e8 la comunione di affetti tra i vivi e i morti, ispirata per\u00f2 non da romanticismo ma da alto e doloroso distacco e umanissima piet\u00e0 e compassione di s\u00e9. Si coglie pertanto il segreto di una vita, io credo, o meglio il suo mistero e la sua verit\u00e0 e, chi sapr\u00e0 leggerla, la trover\u00e0 nelle poesie che sono il commiato che chiude il volume.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si potrebbe pensare in conclusione che ogni essere umano impara, vivendo, a fare a meno della felicit\u00e0, ma nessuno, penso, rinuncer\u00e0 mai a desiderarla, a immaginarsela, a figurarsi come sarebbe o potrebbe essere al di l\u00e0 della fatica di vivere. \u00c8 questo il tema nascosto di queste poesie, il contrappunto che sottende la delusione e il rimpianto strettamente legati a un\u2019esperienza vitale, resistenti e indissolubili, ma non insuperabili perch\u00e9 capaci di assorbire e trasmettere nel tempo il senso e la verit\u00e0 di un determinato periodo e in realt\u00e0 patrimonio spirituale di alto valore personale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Infine dal punto di vista letterario quest\u2019opera di poesia, capace di comunicare cos\u00ec profonde emozioni, si presenta con un altissimo grado di letterariet\u00e0 unito a un altrettanto altissimo grado di metaforicit\u00e0, concentrando l\u2019esplicito e l\u2019implicito in un unico suono, un solo accento, un univoco accordo, una singolare estetica dalla preziosa lettura che, se intuita e compresa, avvince non per curiosit\u00e0 e interesse, ma per passione e discernimento e per la percezione di un\u2019alta qualit\u00e0 di testimoniarsi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa Irene, sconosciuta e irripetibile, affido, per quanto sta in me, ad amici ed estimatori, consapevole che se dubbi e certezze possono arricchirci, di fronte a un\u2019opera di poesia \u00e8 necessario l\u2019ascolto e il silenzio.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"RIGHT\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dante Colli<br \/>\n<\/span><\/span>\u00a0<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">G.I.S.M.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">18 maggio 2002<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"RIGHT\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2000 size-full\" src=\"https:\/\/www.gism.info\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/disegno-Fabio-Vettori-per-100-Affertranger.jpeg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1226\" srcset=\"https:\/\/www.gism.info\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/disegno-Fabio-Vettori-per-100-Affertranger-200x153.jpeg 200w, https:\/\/www.gism.info\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/disegno-Fabio-Vettori-per-100-Affertranger-300x230.jpeg 300w, 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