I Soci “storici” del GISM ricorderanno Federico Tosti. Romano di nascita (1898), ma di genitori abruzzesi, mai perse il contatto con la sua terra e soprattutto con la montagna. Attivissimo socio della Sezione di Roma del CAI, fu apprezzato direttore di gita, al punto che dopo la guerra divenne Guida alpina: la prima che Roma ha dato agli Appennini. Eppure considerava questo ruolo come una passione e non un lavoro (si fece pagare due volte soltanto). Centinaia gli articoli su “Lo Scarpone” e sulla “Rivista mensile”.

Nella sua lunghissima vita (morì nel 2001, a 103 anni) ha cantato la montagna con i suoi versi, in italiano o, più spesso, in romanesco. Testi intonati alla sua giovialità calda e affettuosa.

L’attivissimo scrittore italoamericano Tiziano Thomas Dossena, che già gli aveva dedicato nel 2022 un profilo (Federico Tosti, Poeta Antiregime), nel 2024 ha raccolto le sue migliori poesie dedicate alla montagna, traendole da cinque degli undici libri pubblicati da Tosti: L’ometto e la montagna (1944), Fiori arpini (1952), Versi vagabondi (1953), Li scalini der célo (1981) e Artari sotto le stelle (1989), cui si aggiungono un manipolo di poesie mai raccolte in volume.

E con sorpresa questo volume di un Socio del GISM di casa nostra ci giunge dagli Stati Uniti, dove vive e lavora il curatore.

Federico Tosti e la montagna, a cura di T.T. Dossena, Idea Press, Florida (USA) 2024, pp. 212